Otello Spennello: l’uomo che sussurrava al lavoro

A grande richiesta (un utente: ciao ilgattosyl!) tornano le interviste del blog ai protagonisti del mondo del lavoro.

Dopo avervi raccontato la Storia di uno stagista seriale, la Confessione di un raccomandato e raccolto un’ Intervista ad un datore di lavoro oggi gioca con noi Otello Spennello, vincitore del guinnes dei primati per il “Maggior numero di apprezzamenti e complimenti al proprio capo in un giorno”, un vero esperto nell’arte del lecchinaggio e della sottomissione anaffettiva.

L: Buongiorno Otello.

O: Buongiorno! Ma com’è gentile lei! Sa, sono stato intervistato altre volte ma…certi maleducati neanche il saluto…invece lei si vede che  è una persona umile e gentile perché sa…

L: Si si Otello, la ringrazio, anche lei è molto gentile…comunque, la prima domanda: qual’é stato il suo primo lavoro e che rapporto aveva con i colleghi e il suo superiore?

O: Oh che bella domanda! Ammazza se è bravo a far domande lei…comunque le racconto, ho trovato il mio primo lavoro poco dopo al laurea come venditore di spazi pubblicitari per una rivista online…ovviamente ho accettato di buon grado di lavorare 15 ore al giorno gratis come lei insegna nel  post Abbiate modiche pretese! Quel post per me è stato davvero una grande fonte di ispirazione, credo che lei sia davvero…

L: Si ehm, bene Otello…ma prosegua la prego, mi parli del rapporto con i colleghi

O: Ah si giusto, da buon moderatore mi riporta in topic, ottimo tempismo davvero. Beh che dire, i colleghi di pari rango li trattavo con cortesia e rispetto, per lo più per rubar loro i segreti del mestiere o tecniche efficaci per vendere di più, con il capo invece è stato amore a prima vista…era un uomo così autoritario quanto sensibile alle richieste dei suoi dipendenti. Non certo per ingraziarmelo, ma non potevo proprio fare  a meno di dargli ragione ogni qual volta apriva bocca. Insomma, se devi contraddire qualcuno è meglio che sia il tuo saggio capo o quel presuntuoso del tuo ex amico collega di lavoro che ti ha segnalato l’opportunità e che si lamenta di dover pagarsi la benzina per sole 15 ore di lavoro diurno? Suvvia…

L: E questo buon rapporto con il suo capo le ha portato qualche vantaggio?

O: Vantaggio? Mio dio come sa scegliere bene le parole lei! Direi di si, un buon vantaggio, nel senso che dopo averlo messo al corrente dell’ammutinamento che si preparava tra gli altri venditori sono stato promosso a Faccount, una specie di facchino-account perché egli mi permetteva di portargli in ufficio la ventiquattrore quando l’ascensore era guasto oltre a continuare a lavorare per lui dopo aver licenziato tutti gli altri colleghi.

L: Quindi se lei potesse tornare indietro rifarebbe tutte le scelte che ha fatto?

O: Scherza? Certamente…guardi dove sono arrivato…un’intervista nel mio blog preferito, cose da pazzi…A proposito, ma lo sa che lei è anche un bell’uomo?

pennello cinghiale

Lavorareconfermezza tiene ad informare i gentili lettori che non ha potuto fare a meno di assumere Otello Spennello e che lo ha promosso cinque minuti (di accondiscendenza) dopo.

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8 pensieri su “Otello Spennello: l’uomo che sussurrava al lavoro

  1. PS: messaggio per il candidato (magari ti legge) che si è proposto per quello stage sul digitale: rimarcare che le proprie competenze, sia quelle tecniche che quelle relazionali, sono state acquisite grazie al fatto di aver giocato a calcio….non è poi un grande aiuto…..ah…e poi si scrive Quark Xpress, non express

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